08 marzo 2017

Ricchi si può diventare, ma signori si nasce


Intervista a Stefano Menetti di RIME

Stefano Menetti, insieme alla moglie Paola Righini, è proprietario di RIME, azienda specializzata nella lavorazione della lamiera conto terzi. Per festeggiare il loro 30° anno di attività, si sono regalati la quarta pressa piegatrice Gasparini, una X-Press 100 tonnellate 2,5 metri con luce maggiorata e piena di accessori. Rime è conosciuta per avere la capacità di lavorare serie sia piccole che grandi con altissima qualità, fornendo soluzioni che si distinguono per inventiva e tecnica. La nuova macchina permetterà all’azienda di elevare ancora di più il proprio livello qualitativo e la capacità produttiva, mantenendo sempre un’alta competitività nelle lavorazioni. Un paio di settimane fa abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con il sig. Stefano in compagnia del nostro nuovo responsabile commerciale Italia Marco Barbaran.

RIME nasce nel 1986 dal desiderio di Stefano e Paola di tornare a vivere in campagna. “A quei tempi le aziende guadagnavano bene, quindi io e mia moglie abbiamo pensato di metterci in proprio e tra una cosa e l’altra siamo riusciti a partire, eseguendo solo lavori di saldatura su componenti fornite dai clienti. Andava tutto bene, finché da un giorno all’altro il nostro principale cliente ha smesso di fornirci lavoro”, ci racconta Stefano. “Però non ci siamo mai arresi, abbiamo sempre cercato di trovare qualcosa da fare, anche imparando ciò che non conoscevamo. Dopo qualche anno abbiamo conosciuto un’azienda che stava per chiudere, con macchine vecchie per la lavorazione della lamiera, che ci avrebbe aiutato ad entrare in questo mondo per noi nuovo. Avevamo una piegatrice dove i 90° li facevamo ad occhio. Quando vedevo che la lamiera era arrivata a 90°, lasciavo andare il pedale. Finché nel 1995 abbiamo comprato la prima macchina Gasparini con un finanziamento bancario. Questa scelta ci ha portato fortuna perché ci ha permesso di ottenere dei bei risultati.” Stefano si illumina quando parla delle proprie macchine. “Ho lavorato oltre 10 anni su quella Gasparini. La facevamo lavorare 12 ore al giorno al 20% in più di capacità, quindi a 80 tonnellate, e non ci ha mai mollato”.

Presto il volume di lavoro ha reso necessario affiancare alla 60/2000 una seconda macchina, con una lunghezza di piega più ampia. “Siamo andati a chiedere offerte a vari produttori di macchinari, mettendo come condizione indispensabile quella di poter fare 1200 pieghe all’ora come facevamo con la Gasparini che avevamo in casa. Nessun altro produttore ha accettato la sfida”, ci confessa Stefano. Dopo la seconda pressa piegatrice ne è arrivata una terza, acquistata insieme al taglio laser all’inizio del periodo di crisi. Comprare sia la piegatrice che il laser è stato un investimento impegnativo per l’azienda, ma fondamentale per avere un parco macchine in grado di seguire i ritmi del taglio laser. Gli investimenti intelligenti nell’azienda, insieme all’atteggiamento chiaro e positivo verso fornitori, clienti e dipendenti stessi, sono stati il salvagente che hanno permesso a RIME di restare in attività in periodi così difficili per la piccola imprenditoria.

Ora sono i collaboratori di Stefano a godersi le presse piegatrici Gasparini: “Li vedo quando sono sulla macchina nuova, come lavorano, si nota che ne vanno fieri. È un segnale positivo perché vuol dire che abbiamo creato una bella squadra”. Una squadra affiatata ed esperta è fondamentale per gestire i tempi di consegna richiesti dalla clientela: il 40% degli ordini va consegnato in 2 giorni. L’arrivo della quarta macchina, molto più sofisticata delle altre, ha permesso di realizzare velocemente alcune lavorazioni prima difficoltose o addirittura impossibili. “Tutto questo offre un maggiore servizio al cliente, a cominciare dalla tempistica e dall’alta qualità di piegatura. La macchina, oltre che veloce e costante, deve avere anche pochi guasti, perché i fermi macchina e gli interventi di manutenzione costano, e noi fortunatamente ne abbiamo avuti veramente pochi.” ci spiega il sig. Menetti. “Anche la semplicità d’uso della macchina è importante: abbiamo avuto dei ragazzi giovani che già dal secondo giorno sapevano muoversi da soli. Noi siamo contoterzisti e abbiamo molte commesse completamente diverse fra loro. Per questo i tempi di piazzamento e la facilità nell’attrezzaggio sono fondamentali: se la macchina è accessoriata, ti agevola nei tempi di lavorazione dei pezzi. Infatti anche la quarta macchina che abbiamo preso è full optional: sappiamo che ci aiuterà ad essere concorrenziali”.

Abbiamo quindi chiesto a Stefano quale è stata la più grande soddisfazione che hanno avuto in termini lavorativi. “La soddisfazione più grande l’abbiamo avuta quando alcuni nostri clienti sono tornati da noi dicendoci chiaramente «come piegate voi, non piega nessun altro». Quando un cliente si espone in questa maniera è sicuramente molto gratificante”. Danilo Casanova, uno dei collaboratori di RIME, ci fa vedere un esempio di pezzo con 80 pieghe multi-step, realizzato in soli tre esemplari.

Stefano è venuto anche a farci visita all’Open House di maggio 2016, dove ha avuto modo di conoscere la nostra squadra: “Ero venuto per comprare una certa macchina, ed i ragazzi che ho trovato là invece me ne hanno fatta comprare un’altra, perché mi hanno fatto vedere le differenze. E quella volta non ho parlato con rappresentanti o responsabili commerciali. I ragazzi che ho incontrato non avevano alcun interesse a raccontarmi cose non vere semplicemente per vendere, ma erano lì per aiutarmi”. E continua: “Ricordo ancora quella volta che ho comprato la PSG 60 tonnellate/2 metri. Il commerciale che me l’ha venduta mi consigliava di comprare i bloccaggi idraulici. La piegatrice costava 35 milioni di lire, i bloccaggi altri 15 milioni. All’inizio non ero molto convinto, ma poi il commerciale mi disse «prima o poi dei soldi te ne dimenticherai, ma questi bloccaggi li avrai sotto gli occhi tutti i giorni, e tutti i giorni ti accorgerai di quanto ti sono utili». Ed effettivamente aveva ragione: i tempi e i costi di produzione erano molto ridotti, è stato un investimento che alla fine ci ha permesso di acquisire clienti. Riusciamo così a concorrere con aziende a volte anche più strutturate di noi. Ritengo che il vero valore di un’attività sia dato dal proprio parco macchinari, e dalle persone che compongono lo staff dell’azienda stessa”.

Abbiamo chiuso l’intervista con la domanda «chi è Stefano Menetti?», e la risposta è stata assolutamente all’altezza: “Sono una persona a cui piacciono le cose fatte bene: mi piace vedere delle macchine che funzionano bene, mi piace il fatto di aver trovato delle persone nella Gasparini che non volevano semplicemente vendermi una macchina per portarsi a casa i soldi. Io ho sempre curato l’officina ed il rapporto con i clienti, ma ho avuto sicuramente al mio fianco persone che mi hanno aiutato moltissimo, per esempio mia moglie che segue la parte amministrativa e finanziaria dell’azienda e che, anche se a volte non abbiamo lo stesso punto di vista, mi ha supportato e appoggiato nelle decisioni. Quello che posso dire è che sicuramente non sono uno che lavora per i soldi! (ride) Certo, il denaro è importante per vivere, ma io dico sempre che ricchi si può diventare, ma signori si nasce”.


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