07 dicembre 2016

F.lli Perin: due sorelle con l'inox nel sangue


Una guida femminile che punta all’innovazione


GI: Buongiorno Monica, Cinzia e Walter, innanzitutto grazie per la vostra ospitalità. Allora, qual è la storia della fratelli Perin?

Monica Perin: Fratelli Perin è un’azienda storica, ha 54 anni di attività. È stata fondata da nostro padre, Giovanni Perin, insieme ai suoi fratelli più giovani. Negli anni ci sono stati vari cambi generazionali, siamo arrivati al terzo passaggio di consegne. Al momento Fratelli Perin è 50% Monica e 50% Cinzia. Siamo specializzati nella lavorazione dell’acciaio inossidabile, più precisamente nella realizzazione di attrezzature per la grande ristorazione. Ci occupiamo del semilavorato, ovvero il top lavello e i recipienti. Al 90% sono grandi gruppi che acquistano i componenti, li assemblano e aggiungono l’impiantistica. Sono aziende che lavorano ad altissimo livello sia nazionale che internazionale.

GI: Com’è diviso il vostro bacino di utenti tra Italia ed estero?

Cinzia Perin: I nostri clienti sono per quasi il 90% grandi gruppi, quindi clienti che acquistano il semilavorato e poi lo finiscono. Il nostro è un prodotto semilavorato, il marchio viene inserito dal cliente che finisce il prodotto. Tieni conto che abbiamo un 60% bacino Italia e 40% bacino estero; però per l’Italia parliamo di grandi aziende internazionali, quindi possiamo azzardare a dire che lavoriamo 90% con l’estero.

GI: Ma il trend comunque si sta spostando verso l’Italia o continua a rimanere all’estero?

MP: Noi stiamo mantenendo anche la quota del mercato italiano. Anzi, abbiamo comunque un aumento dal mercato italiano che, nel 2016, si è posizionato a circa +10% di crescita. Anche per il mercato estero stiamo viaggiando su +10/+12%.

GI: Parlavo prima con un paio di vostri collaboratori, Gabriele e Tiziano, e si diceva che il capannone infatti comincia a “starvi un po’ stretto”…

CP: Ormai sì perché abbiamo acquisito commesse grosse e con prodotti molto voluminosi. Avremmo bisogno se non altro di un magazzino più grande dove stoccare il prodotto.

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GI: Come acquisite nuovi clienti? Avete una rete di vendita?

MP: Principalmente lavoriamo come Back office per le aziende. In tutti questi anni abbiamo avuto la fortuna che sono sempre stati i clienti a venire da noi: vuoi perché siamo un’azienda storica, consolidata, vuoi per il passaparola, vuoi perché lavoriamo con grossi gruppi. Quindi non abbiamo mai avuto la necessità di avere degli agenti o dei rappresentanti. Di solito partecipiamo alle fiere più importanti del nostro settore, sia come espositori, sia come visitatori.

GI: Quindi in sostanza, i grossi gruppi, quelli storici, vi danno continuità di lavoro e nel frattempo ne trovate anche altri attraverso le fiere o il passaparola.

CP: Esatto, o anche attraverso altri fornitori che lavorano bene o male nel nostro settore quindi ci scambiamo queste informazioni.

GI: Come avete vissuto e superato questo periodo di crisi che sembra ormai alle spalle?

CZ: Fortunatamente, essendo un’azienda storica e avendo un prodotto di qualità, siamo riusciti a consolidare maggiormente il rapporto con i clienti importanti. Quindi tutto sommato possiamo dire che la crisi non ci ha toccato. È anche vero che questo è un periodo di transizione per noi, un periodo di sviluppo della nostra azienda. Manteniamo comunque i nostri prodotti standard, proiettandoci però anche in prodotti nuovi, magari anche in altri settori che non siano quelli della ristorazione, come potrebbe essere quello del design. Ci stiamo strutturando per arrivare a questo.

GI: Quindi diversificare l’offerta e aggiungere una nuova linea di prodotto. Ma per ora voi non avete un prodotto “vostro”, che non esce in “prima persona” sul mercato. Quindi le grosse aziende che inseriscono il vostro prodotto all’interno del loro, perché vi scelgono? Cosa offrite voi che un vostro concorrente non offre?

MP: In primis perché il nome Perin è un sinonimo di sicurezza, dato che è presente nel mercato da 54 anni. Abbiamo un prodotto con una qualità/prezzo molto buona e cosa più importante diamo un servizio in più alle aziende: la velocità di consegna del pezzo ne è un esempio. Poi noi siamo molto elastici: se li cliente ha bisogno di un pezzo urgentemente, da Fratelli Perin lo troverà sicuramente.

GI: Questa è un’azienda a guida esclusivamente femminile: abbiamo due donne al timone dell’azienda. Come è, in un settore come quello metalmeccanico, a prevalenza di fatto maschile, l’approccio di ogni giorno? Che sfide vi pone?

CP: Diciamo che è difficile e non lo è. Non difficile perché io sono praticamente nata in azienda; venivo qui con mio papà da quando avevo 8 anni. Ho sempre vissuto il mondo dell’inox, quindi per me è una cosa normalissima lavorare in questo settore. Vedo che comunque la partecipazione e la collaborazione dei dipendenti sono ottime. Non è semplice farsi “comandare” da una donna, specialmente per i dipendenti che non sono italiani: a loro sta un po’ stretto a volte. Però comunque farsi guidare da una donna che ha un modo, una visione diversa dal mondo maschile, secondo me è una sfida.

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Cinzia (a sx) e Monica Perin (a dx)

GI: Prima abbiamo fatto una bella chiacchierata con Gabriele e Tiziano, i vostri collaboratori. Come è la vostra squadra? In quanti siete e come siete strutturati? Quali sono i punti forti della vostra squadra? Perché prima di tutto l’azienda è fatta di persone…

MP: Esattamente, noi infatti abbiamo puntato molto su quello. Dopo il passaggio di consegne abbiamo puntato ancora di più sul fatto di avere dei bravi collaboratori. Abbiamo proprio bisogno di collaboratori giovani, che hanno una grande apertura mentale, che siano flessibili. Abbiamo diversi dipendenti che vengono dalla “vecchia scuola”, e quindi fanno un po’ più fatica a tenere il ritmo ai cambiamenti, ma vedo che bene o male comunque ci seguono e condividono la loro esperienza. Per noi è importantissimo anche per il fatto di farli partecipare agli acquisti dei macchinari, li abbiamo coinvolti, siamo venuti anche da voi a fargli vedere la macchina. Li abbiamo proprio fatti partecipare attivamente all’acquisto perché poi sono loro che alla fine la dovranno usare tutto il giorno.

GI: Giustamente. E le nuove leve come sono?

CP: Bene, ci troviamo bene. Ovviamente nel mercato si trova quel che si trova, ma insomma l’importante alla fine è farli crescere all’interno dell’azienda.

GI: E cosa consigliereste ad una persona che volesse mettersi nel mercato, creare un’azienda nel vostro settore?

MP: Se dovessi dare una mia opinione direi che oggi i tempi sono difficili per iniziare una nuova attività anche nel nostro settore, le aziende che hanno resistito alla crisi sono quelle strutturate, con una storicità. Mi riallaccio a quanto detto da Cinzia, la priorità per un’azienda e per la sua crescita costante è il coinvolgimento delle persone, la creazione di un team di lavoro, l’innovazione tecnologica. Senza questi componenti non si va da nessuna parte.

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Gabriele Frare (sx) e Tiziano Bernardi (dx)

GI: Quindi voi come vi state muovendo in questo senso?

MP: Ci stiamo muovendo con progetti per nuovi investimenti, ovviamente mirati, tramite un budget pianificato annualmente. Tutto questo per promuovere l’innovazione e le nuove tecnologie. Non si può più pensare di avere un’azienda che è strutturata con macchinari di vecchia generazione, bisogna puntare all’innovazione.

GI: Questo è un aspetto che abbiamo visto molto girando tra le varie aziende. E abbiamo visto che quelle che crescono o che comunque sono riuscite a salvarsi da questi anni difficili, sono quelle che appena prima o durante la crisi hanno fatto investimenti. Bene, ora però facciamo qualche domanda anche a Walter Filippin: di cosa ti occupi tu in azienda?

WF: Principalmente mi occupo della parte finanziaria e sto seguendo anche l’organizzazione dell’azienda per quanto riguarda gli investimenti e soprattutto tutto quello che riguarda i flussi di lavoro. Abbiamo cominciato cercando di ottimizzare tutto il layout dell’azienda ed attraverso il miglioramento del layout abbiamo visto anche dove poter fare gli investimenti più importanti. Abbiamo notato che perseguendo questa strada, potendo così migliorare anche il reparto produttivo, miglioravano anche le performance dei nostri collaboratori. Poi abbiamo cercato di ottimizzare anche i reparti, istituendo un capo per ogni reparto così che tutti avessero un punto di riferimento preciso. È una cosa che è partita fin dall’inizio, su richiesta della nuova proprietà. Una proprietà che si è anche sacrificata anche mettendo sul tavolo la finanza necessaria ad acquisire nuovi macchinari, il tutto per migliorare la produttività dell’azienda. E nonostante la nostra sia un’azienda solida, strutturata, loro hanno comunque deciso di “metterci del loro”. Questo anche per far vedere al di fuori che la struttura della Fratelli Perin è protratta al futuro, al migliorarsi costantemente. Hanno quindi aumentato questa credibilità, l’immagine dell’azienda e questo ha aiutato anche ad aumentare il fatturato del 2016 del +10%. Ma non solo: questo modus operandi ha aiutato l’azienda ad arrivare a novembre del 2016, ad essere tranquilla sul fatturato del 2017. Hanno dato via al cerchio “investiamo così aumentiamo, se aumentiamo, investiamo”. Questo andare avanti a piccoli passi ci ha permesso di fare passaggi consolidati, sicuri.

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GI: Nel passato invece molte quando c’era un momento di crisi gli imprenditori “tiravano indietro le redini”; però appena ti fermi sei finito.

MP: Appena ti fermi sei già ad un passo indietro rispetto ai tuoi concorrenti, hai già perso il mercato. Loro sono state veramente brave a capire anche questo momento. Capirlo nel senso che hanno visto degli spazi, che potevano essere lasciati anche da altri competitors, e loro con molta capacità sono riuscite ad inserirsi anche in questi piccoli spazi. Tutte e due hanno una discreta capacità di poter gestire la parte commerciale, che tra l’altro anche lì stanno investendo in nuove risorse per “aggredire“ il mercato, e questo sta dando dei risultati. Si stanno mettendo assieme anche diverse figure, nuove persone del settore con cui stanno pensando anche a nuovi progetti. Sono già orientate a capire come sviluppare soprattutto la produzione all’interno: più ordini arrivano, più abbiamo bisogno di spazi, di persone, di organizzazione. Devo dire che anche la loro capacità di recepire aiuta molto; settimanalmente ci troviamo tutti assieme e discutiamo e tutte le cose discusse poi vengono fatte. Ed è difficile trovare persone disponibili a questo. Tante volte io ho trovato chiacchiere, bellissime chiacchiere, ma che rimanevano tali. Invece qui le cose vanno avanti. Magari non nel timing perfetto, però se le cose vengono dette, vengono fatte. Come dicevamo prima, sempre un passetto alla volta. Questo è sicuramente un plus delle due sorelle.

 

GI: Allora adesso facciamo le ultime domande alle sorelle. Chi è Monica Perin?

MP: Monica Perin è una persona semplice, che nasce da una famiglia di imprenditori. Sempre stata una persona riservata, nel senso che comunque il ruolo che ho adesso è completamente diverso da come era un paio di anni fa. Ma comunque una persona con una grande voglia di fare, di crescere e di mettersi in gioco. Per me, il fatto di decidere di portare avanti la Fratelli Perin assieme a mia sorella, è stata una sfida, molto sofferta. Perché comunque rimettersi in gioco in questo periodo è molto difficile, non è da tutti.

GI: Da che periodo avete preso in mano voi la direzione?

MP: Beh noi ci siamo sempre state, ma eravamo figure “di marginalità” perché comunque la direzione era in mano a nostro fratello, lo dice il nome: Fratelli Perin. Una scelta difficile perché è una grossa responsabilità per noi perché all’interno dell’azienda c’è il futuro: futuro per me, per mia sorella ed i nostri figli. Ma il futuro anche di 50 persone che lavorano con noi e che hanno famiglie a casa. Noi abbiamo la gestione effettiva da 1 anno. Quindi una grossa sfida. Spero di aver dimostrato che le capacità ci sono.

GI: E chi è Cinzia?

CP: Cinzia è la sorella gemella di Monica. Anche io ho sempre vissuto in questa azienda. Ho sempre fatto il ruolo di commerciale e dall’anno scorso ho preso in mano anche tutta la parte che riguarda la produzione. Mi trovo bene in questo ruolo, anzi diciamo che mi sento meno “soffocata” dal ruolo che avevo prima. Sono contenta perché comunque i ragazzi mi seguono, si mettono in gioco tutti i giorni e vediamo che l’azienda sta crescendo molto. Un paio di anni fa si metteva in dubbio che due donne potessero portare avanti un’azienda di questa tipologia perché ok, va bene il lavoro di ufficio, ma per quanto riguarda la produzione, quello è un lavoro prettamente da uomo. Quindi il fatto che fosse una donna a seguire tutta la parte operativa, li aveva messi in dubbio. Invece vedo che le cose vanno molto bene, anche grazie ai ragazzi che ci danno molto supporto.

GI: Bene, ultima domanda. Quali obiettivi avete per i prossimi anni e cosa contate di fare per realizzarli? Dove contate di essere tra un po’ di anni e come ci arriverete?

MP: Noi di progetti ne abbiamo tantissimi, ma che per ora non vi posso svelare. Il progetto principale è comunque quello di portare l’azienda ad avere un fatturato sopra i 10 milioni di euro nel giro di 3/4 anni rispetto ai 6 milioni che avevamo nel 2015. E penso che ci riusciremo perché già quest’anno chiuderemo attorno ai 7 milioni. Diciamo che il business plan che abbiamo messo in piedi per il 2016-2017 lo stiamo rispettando. Abbiamo appunto questi, fatemi dire, ambiziosi, importanti progetti per far crescere l’azienda sia nell’ambito della ristorazione, ma anche in altri settori con altri prodotti da inserire all’interno della nostra produzione. Magari con l’occasione riproporremmo l’ acquisto di un’altra pressa piegatrice Gasparini, chi lo sa. L’unica cosa che vi posso dire è: ci vediamo a Host 2017. Lì potrete vedere i progetti della Fratelli Perin.

GI: Bene, c’è qualcos’altro di cui volete parlare?

MP: No, l’unica cosa è che vi ringrazio molto per la vostra disponibilità sia come persone, ma anche come azienda. Il progetto di Gasparini era uno dei progetti in programma per il 2016 perché comunque la nostra non è una semplice pressa piegatrice, è stata fatta su misura delle nostre esigenze, quindi vi ringraziamo molto anche per il tempo che avete dedicato al progetto.

GI: È il nostro lavoro, siamo felici che ne siate soddisfatti. Grazie a voi per l’accoglienza, alla prossima!


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